venerdì 10 ottobre 2014

4 domande a: Johnny Fishborn

E' con piacere che inizio questa nuova rubrica dedicata alle realtà musicali indipendenti della scena torinese e del Piemonte. Ogni settimana troverete un post dedicato ad un artista/band, con 4 risposte ad altrettante domande (uguali per tutti), ed un video uscito nel 2014.
Potete rimanere aggiornati sui nuovi post inserendo la vostra mail nella casella in alto a sinistra sul blog.

Cominciamo dall'amico Johnny Fishborn, che presenta il video di 'Summer Days', tratto dall'album 'Windmill Girl'. Definito spesso un 'cantautore trasversale', Johnny ci racconta un po' tutto quello che è successo in questo 2014.


- Descrivi l'arte di Johnny Fishborn

Storia lunga o storia corta?
Facciamo corta per non annoiare troppo. Partirei dal nome, Gionatan è il mio nome vero, ma da quando sono piccino mi chiamano Johnny.
Fishborn perché sono nato il 1 Aprile, il giorno del pesce, nato pesce.
E qui che credo stia il segreto della mia arte.
Un giorno molto buffo, April Fool's day, il giorno dei matti sostengono gli inglesi.
La mia musica ha delle punte di forte romanticismo e surrealismo e ha dei lati buffi e scherzosi e dei tratti di psichedelia leggera.
La descrivo tracciando una linea retta diagonale, la più lunga nel triangolo rettangolo, l'ipotenusa, unisce gli estremi. E dagli estremi della mia vita ho conosciuto un certo equilibrio.
Mi piace fare musica, perché attraverso questa riesco a ricercare il senso della mia esistenza.
Ho fatto due album e un ep. In ordine sono :
feb 2012 - River Brother Desert Lover (singolo 'How To Fly')
ott 2012 - Instinc EP
feb 2014 - Windmill Girl (singolo 'Summer Days')
Quest'ultimo prodotto da Omid Jazi, polistrumentista e quarto uomo nei Verdena durante le registrazioni e il tour del loro ultimo WOW, e primo responsabile di quella psichedelia leggera che fa la cifra stilistica di Windmill Girl.
Ho pubblicato per la W/M Records e Hot Studio Records, un percorso inaugurato più di due anni prima, con un viaggio in Nord Europa durato quasi un anno, raccogliendo le suggestioni di quello che amo chiamare il mio “periodo olandese”.
Grazie al singolo Summer Days e a Windmill Girl sto ottenendo ottimi consensi da parte del pubblico e della critica.

- Racconta il video di 'Summer Days'

Ci sono voluti esattamente 3 mesi - una stagione - per realizzare e pubblicare il video di Summer Days. Dal primo all'ultimo giorno d'estate.
Da quando, il 21 giugno, si ci trovava tutti quanti al lago Sirio (Chiaverano, TO), fino al 22 settembre, quando ci si rincontrava di nuovo tutti - virtualmente - su youtube a riguardare quella giornata d'inizio estate: il sole, i picnic sul prato, il lago sullo sfondo, ed a vicenda rubarsi baci con la persona che si ama, mentre una chitarra suona sola sul molo.
Summer Days è il racconto rassegnato di un'estate che porta via gli amori. Un racconto autobiografico come lo è tutto l'album da cui è tratto: Windmill Girl.

Ti racconto l'aneddoto olandese di quando scrissi Summer Days... agosto 2012 Amsterdam, giornata incredibilmente calda, c'erano almeno 30 gradi, temperatura che non si era mai vista i giorni prima. Corsi a prendere un costume da bagno, me lo infilai nel camerino del negozio. Corsi in stazione e presi un treno per il Mare del Nord.
Ci andai, non ci pensai due volte, mi buttai in quell'acqua gelida come un pazzo. Stetti un minuto non credo di più. Ero felice come un bambino. Mi mancava la mia terra, l'Italia. Quel giorno scrissi su quella spiaggia 'Summer Days'. Fu l'unico bagno di quell'anno.
Il video di Summer Days l'ho presentato dal vivo al RAT di Torino il 17 settembre e poi in esclusiva per Rockit dal 22 al 25 settembre. Il pezzo ha avuto molta 'visibilità' la scorsa primavera, come colonna sonora del video virale "First Kiss", che ha raggiunto al momento quasi mezzo milione di visualizzazioni su Youtube e la copertura mediatica dei principali quotidiani italiani, oltre che una segnalazione dal britannico Daily Mail.



- Il tuo momento più artisticamente esaltante di questo 2014

Due appuntamenti fantastici che non dimenticherò molto facilmente:
il mio primo sold out all'Astoria Club l'8 Marzo dove ho presentato per la prima volta con la band l'album.
Il Traffic Festival con Daniele Celona, Nadàr Solo e Bianco per una grande combo di emozioni davanti a migliaia di persone. Sentire che Summer Days non era poi sconosciuta per piazza San Carlo. Una grande Emozione, non descrivibile razionalmente.

- Un pregio ed un difetto della scena musicale torinese

Difetto: Si ricicla su stessa e non volge lo sguardo fuori.
Pregio: In continuo fermento, non molla nonostante le difficoltà di questa generazione confusa.

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Prossime date :
11/10 Opening Act di Gruff Rhys (Super Furry Animals) c/o Spazio211, Torino
30/10 Rowing session with Andi Almqvist c/o Superbudda, Torino


Info
http://www.johnnyfishborn.com/
FB: www.facebook.com/jfishborn
Booking: booking.fishborn@gmail.com
Press Agency: wavesforthemasses@gmail.com

(l'intervista è in esclusiva per questo blog - il post è liberamente linkabile, l'utilizzo parziale è concesso soltanto previa autorizzazione)

martedì 7 ottobre 2014

L'estate dei concerti è finita

E per chi se le fosse perse, ripropongo qui le mie recensioni (pubblicate sul sito di Rock Targato Italia) dei concerti di Arcade Fire e Arctic Monkeys, che ho avuto l'occasione di vedere quest'estate, rispettivamente al Castello Scaligero di Villafranca Verona e Piazza del Duomo a Pistoia.
Due momenti di buonissima musica, che ricorderò a lungo.

Arcade Fire - Castello Scaligero di Villafranca Verona, 24/06/2014

Arctic Monkeys - Piazza del Duomo, Pistoia, 17/07/2014


mercoledì 11 giugno 2014

I Led Zeppelin rimasterizzati

In questi giorni sono state pubblicate le versioni remaster dei primi 3 dischi dei Led Zeppelin, un succulento assaggio dell'opera di refresh dell'intero catalogo che la band inglese riproporrà a breve sul mercato, sotto la supervisione del chitarrista e produttore Jimmy Page.
Ho usato la parola refresh perchè, a dire dello stesso Page, si tratta di poter restituire interamente lo spettro sonoro e la dinamica dei master originali, conservati su nastri da un quarto di pollice, alla luce di quello che l'attuale tecnologia mette a disposizione in termini di convertitori e processamento del segnale.
Avevamo già vissuto un'epoca 'Led Zeppelin Remaster' a metà degli anni '90, quando era stato dato alle stampe un cofanetto di 4 cd contenenti una selezione di tracce rappresentative, il cui risultato non mi aveva convinto molto in termini sonori, mi sembrava si fosse persa parte della potenza di fuoco.
Parliamoci chiaro, i primi 3 dischi della band del dirigibile sono figli di giorni febbricitanti e polverosi, molti dei quali passati on the road (non a caso per le registrazioni veniva spesso usato lo studio mobile dei Rolling Stones), ed io sono cresciuto ascoltando su vinile e su cassetta quelle sonorità sporche, dove era evidente che il calore analogico delle apparecchiature dell'epoca la faceva da padrone, come è giusto che fosse trattandosi di sonorità pesantemente derivate dal blues.
Nel remaster degli anni '90, dicevo, si perdeva un po' a mio avviso tutto quel fascino (a causa dei limiti dei convertitori).
Ma in vent'anni, la tecnologia ha fatto passi da gigante, e quindi eccoci qui a valutare un lavoro fresco di conversione a 24bit 192kHz in grado di fare, almeno sulla carta, i miracoli.
 
    
Innanzitutto, un plauso alla scelta di non cadere nella trappola della cosiddetta Loudness War (in base alla quale 'suona meglio il master che suona più forte'), che tanta tristezza ha portato nel mondo della recente post-produzione professionale.
Poi, la cosa più evidente : la restituzione delle frequenze più alte.
Ho effettuato l'ascolto parallelo prendendo come riferimento il cd originale di Led Zeppelin III, e devo dire che le chitarre acustiche beneficiano più di ogni altro elemento di questa novità.
Su 'That's the way' la cosa è talmente evidente da lasciarmi con più di qualche dubbio sul fatto che fosse realmente necessaria (adesso la dodici corde attira più attenzione, togliendone un po' alla voce). Ed avverto un po' questa sensazione anche su 'Bron-Y-Aur-Stomp'.
In generale, avere una resa migliore sulle frequenze alte porta automaticamente il nostro orecchio a percepire una leggera mancanza sulle basse, e da questo punto di vista il rischio era molto alto, ma è probabile che abbiano ritenuto valesse la pena correrlo.
L'altra arma a doppio taglio è che, oltre a conferire brillantezza alle chitarre acustiche, la 'miglioria' ha reso un po' più evidente (almeno al mio orecchio smaliziato) la distorsione che il signor Plant induceva nei pre microfonici valvolari con i suoi 'urletti' (ad esempio in Gallows Pole).
Anche in questo caso si può parlare di rischio calcolato, ma è comunque una scelta particolare.
Oppure possiamo anche fare una valutazione più cattivella, ma non del tutto improbabile.
Il buon Jimmy Page, che tanto ha dato al mondo della musica (e per questo non smetterò mai di ringraziarlo), ha appena compiuto 70 anni, e con tutto il rispetto il suo orecchio non è più quello di un tempo (è naturale : con l'invecchiamento la percezione delle frequenze medio-alte se ne va - senza parlare di altri fattori come l'esposizione prolungata ai rumori forti o l'uso altrettanto prolungato di sostanze stupefacenti...).
Ora, se è stato lui a supervisionare il tutto, è probabile che questa coloratura sulle frequenze alte, per certi versi anche molto bella, suoni per lui come del tutto naturale...  ;-)

Detto ciò, i motivi per cui uno dovrebbe comprarsi i remaster 2014 sono essenzialmente :
1 - devo avere tutto quello che esce dei Led Zeppelin
2 - sono giovane e non ho mai sentito niente dei Led Zeppelin
3 - ci sono delle bonus track

Per quelli interessati al punto 3, sulla versione deluxe di Led Zeppelin III c'è un intero bonus disc contenente un tot di alternate e rough mix (per esegeti a vario titolo) ed un paio di inediti.
Uno dei due è l'interessante versione elettrica (strumentale) di 'Bron-Y-Aur-Stomp' (Jennings Farm Blues) e l'altro è un bluesaccio voce chitarra e armonica (Key To The Highway).
Ovviamente lascio a voi la scelta di lanciarvi in un eventuale acquisto.
In ogni caso, si tratta pur sempre di Storia della Musica e qualche soldo lo si può spendere :-)